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Titanizzazione: la creazione di un materiale combinato
2025
Titanio: in medicina da oltre 70 anni
Il titanio è uno dei materiali più biocompatibili ed utilizzato in varie applicazioni chirurgiche sin dal 1946. Con le sue eccezionali caratteristiche meccaniche come la leggerezza e l’elevata resistenza alla trazione, soddisfa anche le massime esigenze per gli impianti in medicina. Tramite le tecnologie moderne si è riusciti a legare questo materiale a quello plastico delle mesh chirurgiche in modo indissolubile.
Il risultato è la creazione di un nuovo materiale che combina i vantaggi del titanio e del polipropilene.

Eccellente biocompatibilità
È la caratteristica biochimica del Titanio, materiale usato con successo in numerose specialità chirurgiche.
Nel 2002 pfm medical ha sviluppato con successo la prima procedura a livello mondiale che consente l’applicazione del titanio su materiali primari flessibili ed elastici, in particolare matrici di polipropilene.
Il polipropilene è stato scelto tra i vari materiali primari su cui procedere col processo di titanizzazione perché meglio risponde alle caratteristiche di flessibilità ed elasticità.
Confronto della carica energetica della superficie
Materiale non titanizzato vs materiale titanizzato.
L’energia di superficie misura l’idrofilia e quindi la biocompatibilità corporea ad un materiale.

Zimmermann et al.; Medizintechnik
Life Science Engineering (2008)
10.1007/978-3-540-74925-7
Il nostro sistema immunitario reagisce ogni volta che rileva corpi estranei. Le proteine come le albumine, venendo a contatto con superfici idrofobiche, assumeranno forme così innaturali, da attivare le cellule del sistema immunitario, ad es. macrofagi e linfociti B, le quali alimentano la risposta infiammatoria terminando con la formazione del tessuto cicatriziale. Nel caso in cui le proteine, si leghino invece a corpi estranei ma con superficie idrofilica come le matrici titanizzate, non modificheranno la forma innescando una minima risposta infiammatoria dovuta ad una risposta del sistema immunitario non così marcata.
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Percutaneous posterior tibial nerve stimulation for Voiding Dysfunction
2011 - B. Adile, G.Adile, D. Passalacqua, P. Speciale, M. Vella
Percutaneous posterior tibial nerve stimulation for Voiding Dysfunction
Pregnancy and childbirth, pelvic surgery and some medication (diuretics and anticholinergic), obesity, some neurological disease (Multiple-sclerosis, spinal cord injury, diabetes) are associated with urge incontinence as the long-held clinical impression confirmed. The aim of this study was to evaluate the efficacy of percutaneous tibial nerve stimulation (PTNS) for the treatment of complaints related to overactive bladder syndrome: urinary urgency, urinary frequency, urge incontinence (UI), non- obstructive urinary retention.
Percutaneous tibial nerve stimulation
2010 - MacDiarmid, S.A., Peters, K.M., & Wooldridge, L.S.
Percutaneous tibial nerve stimulation for the treatment of overactive bladder: treatment interval frequency.
The Overactive Bladder Innovative Therapy (OrBIT) Trial Phase 2 demonstrated the long term effectiveness of percutaneous tibial nerve stimulation (PTNS) for the treatment of overactive bladder (OAB). Symptom improvements after 12-weekly PTNS treatments were sustained throughout 12 months of therapy. The objective of this study was to evaluate the treatment interval frequency necessary to maintain efficacy.
Poster, Society for Urodynamics and Female Urology, St. Petersburg, FL.